Aggiornato a ottobre 2026
Per curare un bonsai bisogna prima di tutto sapere se è un bonsai da interno o da esterno: da questo dipendono luce, acqua e cure d'inverno. Un Ficus Ginseng vive bene in casa vicino a una finestra; un bonsai di olivo o di ginepro, invece, vuole il sole e il freddo dell'inverno all'aperto. Il resto è costanza: annaffiare quando il terriccio è asciutto, concimare durante la crescita, potare e rinvasare al momento giusto. In questa guida i vivaisti di FLOB, che spediscono piante e bonsai in tutta Italia, spiegano come curare un bonsai passo per passo.
Come curare un bonsai in breve
- Prima regola: scopri se il tuo bonsai è da interno o da esterno, perché le cure cambiano.
- Luce: da interno entro un metro da una finestra luminosa; da esterno al sole diretto per almeno mezza giornata.
- Acqua: quando il primo centimetro di terriccio è asciutto, fino a farla uscire dai fori del vaso; mai acqua ferma nel sottovaso.
- Concime: ogni 2–3 settimane da marzo a ottobre, con un concime liquido per bonsai.
- Potatura: quella di forma a fine inverno, la cimatura dei germogli durante la crescita.
- Rinvaso: ogni 2–3 anni da giovane, ogni 3–5 anni da adulto, a fine inverno.
Bonsai da interno o da esterno: come capire quale hai
Un bonsai da esterno è un albero del nostro clima e ha bisogno del freddo invernale per riposare; un bonsai da interno è una specie tropicale o subtropicale che soffre sotto i 10–12 °C. Se non sei sicuro, guarda il nome della specie sul cartellino o nella scheda del prodotto.
| Specie | Tipo | Dove sta meglio |
|---|---|---|
| Ficus Ginseng (Ficus microcarpa) | Interno | In casa, vicino a una finestra luminosa; d'estate anche fuori a mezz'ombra |
| Carmona (Ehretia microphylla) | Interno | In casa, nel punto più luminoso, con aria non troppo secca |
| Olmo cinese e Zelkova | Interno o esterno | In casa vicino alla finestra oppure fuori in un punto riparato; d'inverno al fresco e alla luce |
| Olivo e olivastro (Olea europaea) | Esterno | Fuori, in pieno sole, tutto l'anno |
| Ginepro (Juniperus chinensis) | Esterno | Fuori, al sole; d'inverno resta all'aperto |
| Pino (Pinus mugo, Pinus thunbergii) | Esterno | Fuori, in pieno sole; soffre in casa anche per pochi giorni |
| Acero giapponese (Acer palmatum) | Esterno | Fuori, a mezz'ombra d'estate; perde le foglie d'inverno |
L'errore più comune è tenere in casa un bonsai da esterno perché "è piccolo": dopo qualche settimana al caldo e al buio perde le foglie e si indebolisce.
Dove tenere un bonsai: luce e posizione
Un bonsai da interno va tenuto entro un metro da una finestra luminosa, mentre un bonsai da esterno vuole il sole diretto per almeno mezza giornata. Più luce ricevono, più le foglie restano piccole e la chioma compatta.
- Bonsai da interno: davanti a una finestra esposta a est o a ovest, lontano da termosifoni, stufe e correnti d'aria. Dietro un vetro a sud, nelle ore più calde d'estate, una tenda leggera evita le scottature. Da maggio a settembre può stare fuori a mezz'ombra, abituandolo alla luce piano piano.
- Bonsai da esterno: balcone, terrazzo o giardino, esposti a sud, est o ovest. Non è vero che il sole diretto fa male ai bonsai: a quelli da esterno serve. D'estate fa male semmai il vaso surriscaldato: tienilo all'ombra di altri vasi o di una mensola.
Per l'olivo, il bonsai da esterno più diffuso in Italia, trovi tutti i dettagli nella guida alla cura del bonsai di olivo. Per i bonsai da appartamento c'è la guida come curare un bonsai in casa.
Quanto annaffiare un bonsai
Un bonsai va annaffiato quando il primo centimetro di terriccio è asciutto, non a giorni fissi. Il vaso è piccolo e asciuga in fretta, ma il terriccio sempre bagnato fa marcire le radici.
- Tocca il terriccio con un dito: se è umido, aspetta; se è asciutto, annaffia.
- Versa l'acqua lentamente su tutta la superficie finché esce dai fori del vaso, aspetta un minuto e ripeti.
- Dopo 15 minuti svuota il sottovaso.
- Se il pane di terra si è seccato del tutto, immergi il vaso in una bacinella d'acqua per 5–10 minuti.
Come riferimento, d'estate un bonsai da esterno può aver bisogno d'acqua ogni giorno, nei vasi piccoli anche due volte; uno da interno ogni 2–4 giorni. D'inverno gli intervalli si allungano a una settimana o più. Nebulizzare le foglie dei bonsai da interno aiuta quando l'aria è secca, ma non sostituisce mai l'annaffiatura.
Concime e terriccio per bonsai
Un bonsai si concima ogni 2–3 settimane da marzo a ottobre, perché nel poco terriccio del vaso i nutrienti finiscono in fretta. Usa un concime liquido per bonsai, come il concime per bonsai FLOB, alla dose indicata in etichetta e sempre su terriccio già umido.
- I bonsai da esterno non si concimano d'inverno, quando riposano.
- I bonsai da interno che continuano a crescere vicino alla finestra possono ricevere concime anche d'inverno, una volta ogni 4–6 settimane.
- Niente concime per 4 settimane dopo un rinvaso e sulle piante sofferenti.
Il terriccio deve drenare bene: per la maggior parte dei bonsai va bene un misto di akadama, pomice e lapillo, con una piccola parte di terriccio organico per le specie da interno.

Potatura e cimatura del bonsai
Un bonsai si pota in due modi: la potatura di forma a fine inverno e la cimatura dei germogli durante la crescita. La prima disegna la struttura, la seconda mantiene la chioma compatta.
- Potatura di forma (febbraio–marzo): si accorciano o si eliminano i rami che rovinano la silhouette, prima della ripresa vegetativa. Serve una tronchese concava; i tagli più grandi si proteggono con mastice cicatrizzante.
- Cimatura (primavera–estate): nelle latifoglie lascia crescere i germogli fino a 6–8 foglie, poi accorciali a 2–3 foglie. Nei pini e nei ginepri i germogli si pizzicano con le dita, senza forbici.
- Filo: i rami giovani si piegano con il filo di alluminio. Controllalo ogni 2–3 settimane e toglilo prima che segni la corteccia.
Usa forbici pulite e affilate: un taglio netto guarisce prima.
Rinvaso del bonsai
Un bonsai giovane si rinvasa ogni 2–3 anni, uno adulto ogni 3–5 anni, a fine inverno, quando le gemme iniziano a gonfiarsi. Il segnale è chiaro: radici che escono dai fori e acqua che non penetra più nel terriccio.
- Togli la pianta dal vaso e libera le radici dal terriccio vecchio con un bastoncino.
- Accorcia di circa un terzo le radici più lunghe e quelle che girano attorno al pane di terra.
- Metti sul fondo una retina sui fori e uno strato di terriccio drenante.
- Sistema la pianta, fissala con il filo e riempi i vuoti tra le radici.
- Annaffia abbondantemente e tieni il bonsai 2–3 settimane a mezz'ombra.
La tecnica generale è spiegata anche nella guida al rinvaso delle piante.
Come curare un bonsai in autunno e in inverno
D'inverno un bonsai da esterno resta fuori, perché il freddo fa parte del suo ciclo, mentre uno da interno va tenuto al riparo dal calore secco dei termosifoni.
- Bonsai da esterno: lascialo all'aperto, contro un muro riparato dal vento. Le radici in vaso sono più esposte al gelo della chioma: nelle notti sotto zero avvolgi il vaso con tessuto non tessuto. Le specie mediterranee come l'olivo vanno protette già sotto i −2 °C.
- Bonsai da interno: tienilo nel punto più luminoso della casa, tra 15 e 22 °C. Per alzare l'umidità appoggia il vaso su un sottovaso con argilla espansa bagnata, senza che il fondo tocchi l'acqua.
- Per tutti: meno acqua, perché il terriccio asciuga più lentamente.
Errori comuni nella cura del bonsai e come rimediare
La maggior parte dei problemi di un bonsai nasce da tre errori: troppa acqua, poca luce e la posizione sbagliata per la specie.
| Sintomo | Causa più probabile | Cosa fare |
|---|---|---|
| Foglie gialle e terriccio sempre umido | Troppa acqua, radici in sofferenza | Annaffia solo a terriccio asciutto, svuota il sottovaso |
| Foglie che cadono verdi dopo l'arrivo o uno spostamento | Cambio di luce e di ambiente | Non spostarlo più, dagli luce; si riprende in 3–4 settimane |
| Bonsai da esterno che perde le foglie in casa | Troppo caldo, troppo buio | Riportalo all'aperto o in un locale fresco e luminoso |
| Foglie secche e accartocciate | Terriccio rimasto secco troppo a lungo o aria calda del termosifone | Annaffia per immersione, allontanalo dalle fonti di calore |
| Rami lunghi e sottili con foglie distanziate | Poca luce | Avvicinalo alla finestra o portalo fuori |
| Scudetti marroni o batuffoli bianchi, foglie appiccicose | Cocciniglia | Rimuovila con un cotton fioc imbevuto di alcol |
| Puntini chiari sulle foglie e sottili ragnatele | Ragnetto rosso, favorito dall'aria secca | Alza l'umidità, lava le foglie, se serve usa un acaricida |
Se il problema principale è la caduta delle foglie, trovi più casi nella guida il tuo bonsai perde le foglie?
Quale bonsai scegliere per iniziare
Il bonsai migliore per iniziare è quello adatto al posto dove lo terrai: in casa il Ficus Ginseng, su un balcone soleggiato l'olivo. Sono le due specie che perdonano di più gli errori dei primi mesi.
| Bonsai | Dove | Difficoltà | Per chi |
|---|---|---|---|
| Ficus Ginseng | Interno | Facile | Chi vuole un bonsai in casa e non ha esperienza |
| Olmo Zelkova | Interno luminoso o esterno riparato | Facile | Chi cerca foglie piccole e colori d'autunno |
| Carmona | Interno molto luminoso | Media | Chi ha già un po' di pratica e una finestra luminosa |
| Olivo | Esterno, pieno sole | Facile | Chi ha un balcone o un terrazzo al sole |
| Ginepro | Esterno | Media | Chi vuole lavorare la forma con il filo |
Se il bonsai è un regalo per un principiante, il Ficus Ginseng è la scelta più sicura: ne parliamo anche nella guida dedicata al Ficus Ginseng. Tutte le specie sono nelle collezioni bonsai da interno e bonsai da esterno.
Dove acquistarla
Su FLOB trovi bonsai da interno e da esterno pronti da curare, con spedizione in tutta Italia:
- Ficus Ginseng S: il bonsai da interno più facile per iniziare.
- Olmo Zelkova S: foglie piccole e dentellate, adatto anche ai principianti.
- Olivo bonsai: il bonsai da esterno per un balcone al sole.
- Ginepro Chinensis Itoigawa: per chi vuole lavorare la forma all'aperto.
Tutte le specie sono nelle collezioni Bonsai da interno e Bonsai da esterno. Per nutrirli da marzo a ottobre c'è il concime per bonsai FLOB.
Domande frequenti
Qual è il bonsai più facile da curare per un principiante?
Il Ficus Ginseng se lo terrai in casa, l'olivo se hai un balcone al sole. Sono robusti, si riprendono bene dopo la potatura e perdonano qualche errore di annaffiatura.
Meglio un bonsai da interno o da esterno per chi inizia?
Dipende da dove vivrà. Se hai solo una finestra luminosa scegli un bonsai da interno come il Ficus Ginseng; se hai un balcone o un terrazzo al sole, un bonsai da esterno come l'olivo è spesso più semplice, perché all'aperto riceve tutta la luce che gli serve.
Ogni quanto si annaffia un bonsai?
Non a giorni fissi: quando il primo centimetro di terriccio è asciutto. D'estate può voler dire ogni giorno per un bonsai da esterno, d'inverno anche una volta a settimana o meno.
Un bonsai può stare al sole diretto?
I bonsai da esterno sì, anzi ne hanno bisogno per almeno mezza giornata. I bonsai da interno stanno meglio alla luce intensa ma filtrata, vicino a una finestra, senza il sole pieno delle ore calde dietro al vetro.
Perché il mio bonsai perde le foglie?
Le cause più comuni sono troppa acqua, poca luce, un cambio di posizione recente o, per i bonsai da esterno, un periodo in casa al caldo. Controlla il terriccio e la posizione prima di intervenire.
Un bonsai da esterno si può portare in casa d'inverno?
Meglio di no: ha bisogno del freddo per riposare e in casa al caldo si indebolisce. Lascialo fuori, riparato dal vento, e proteggi il vaso nelle notti di gelo.
Quanto vive un bonsai?
Con le cure giuste molti decenni, spesso più di una vita umana. Un bonsai è un albero vero coltivato in vaso e, se rinvasato e concimato con regolarità, può passare da una generazione all'altra.

