Alocasia, la pianta orecchie di elefante: come coltivarla?

Alocasia, la pianta orecchie di elefante: come coltivarla?

L'Alocasia, detta anche "orecchie di elefante" per via della forma delle sue foglie che ricordano proprio i padiglioni auricolari di questo imponente mammifero, è una splendida pianta originaria delle regioni tropicali del sud-est asiatico e appartenente alla famiglia delle Araceae. È una tipologia di pianta particolarmente apprezzata per l'aspetto imponente ed elegante delle sue foglie e proprio per questo molto spesso è facile trovarla negli appartamenti come elemento decorativo.

ALOCASIA: CARATTERISTICHE

In realtà esistono diverse specie di questa pianta che sono sempreverdi, rizomatose, ovvero provviste di rizoma sotterraneo dotato di radici nella parte inferiore e di gemme nella parte superiore, parte da dove nascono le foglie ed i fiori.

Le foglie sono molto grandi e possono raggiungere addirittura il metro e mezzo di lunghezza, dalla forma sagittata, più o meno strette o allungate in base alla specie e di un bel colore verde intenso oppure bronzo, viola e con delle nervature davvero particolari bellissime da vedere.

I fiori in realtà sono brattee ovvero delle foglie modificate che avvolgono i fiori veri e propri e le infiorescenze allo scopo di proteggerli prendono il nome di spata e generalmente sono di colore chiaro; il fiore quindi è l'asta che si vede al centro della spata detta spadice. È importante sottolineare però che è difficile vedere l'Alocasia fiorire se viene coltivata in appartamento.





COME COLTIVARE L'ALOCASIA

L'Alocasia è una pianta facile da coltivare se si considera il suo habitat di provenienza: in natura l'Alocasia cresce nel sottobosco delle regioni a clima tropicale ed è quindi importante prestarle alcune semplici ma indispensabili cure.

Terreno

L'Alocasia non è particolarmente esigente in fatto di terriccio e si accontenta di un terreno di foglie miscelato con della torba e della sabbia allo scopo di aumentarne la capacità drenante, fondamentale per evitare tutti quei dannosi ristagni idrici che, a lungo andare, causano dei marciumi radicali e, spesso la morte della pianta stessa.

Sarebbe inoltre buona pratica sistemare sul fondo del vaso dei pezzi di coccio per favorire ulteriormente lo scolo dell'acqua in eccesso derivante da un'innaffiatura esagerata. Se la pianta è invece coltivata in piena terra, eventualità meno frequente anche se non impossibile, bisogna prestare particolare attenzione a non posizionare l'Alocasia in una depressione del terreno dove l'acqua potrebbe ristagnare con effetti a dir poco disastrosi.

Concimazione

L'Alocasia deve essere concimata solo durante la piena attività vegetativa ovvero dalla primavera e per tutta l'estate con frequenza mensile, cioè ogni 3/4 settimane, diluendo il concime nell'acqua di irrigazione. Il concime deve essere equilibrato dal punto di vista delle sostanze che lo compongono: deve contenere livelli equilibrati di azoto, fosforo e potassio, ma anche tutti i microelementi essenziali per una buona crescita della pianta come, ad esempio, il ferro, il manganese, il rame, lo zinco e altri ancora.

Esposizione

Le temperature ideali per coltivare l'Alocasia sono comprese tra i 20-24°C e non devono scendere mai al di sotto dei 15°C. È un tipo di pianta che richiede molta luce e ma non il sole diretto; allo scopo di garantire la giusta quantità di luce a tutto il fogliame, sarebbe bene provvedere periodicamente a girare la pianta. L'Alocasia ama inoltre l'aria ed è quindi importante garantirgliene un buon ricambio facendo però attenzione a non creare delle correnti di aria fredde , assolutamente da evitare.

Innaffiatura

Durante la ripresa vegetativa in primavera l'Alocasia va innaffiata abbondantemente per poi ridurre progressivamente le quantità con l'inizio dell'autunno; durante l'inverno invece va irrigata solo quel poco che basta per mantenere umido il terreno altrimenti si corre il rischio di far marcire i rizomi.

L'Alocasia tuttavia, essendo una pianta originaria del sud-est asiatico, ama l'umidità ed è quindi consigliabile, per mantenere un buon tasso di umidità dell'aria (difficile soprattutto in appartamento), nebulizzare regolarmente le foglie e riempire il sottovaso della pianta di ciottoli e di acqua facendo attenzione che il fondo del vaso non sia a contatto diretto con l'acqua.

Rinvaso

Il rinvaso dell'Alocasia si effettua in genere ogni due o tre anni e generalmente verso la fine di febbraio, prima della ripresa vegetativa optando per un vaso leggermente più grande del precedente.

Potatura

L'Alocasia non si pota ma vanno semplicemente rimosse le foglie che con il tempo ingialliscono o si danneggiano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie per l'intera pianta.

PROPRIETÀ DELL'ALOCASIA

L'Alocasia per molti secoli è stata utilizzata presso le antiche civiltà come pianta medicinale per curare molte malattie come, ad esempio, la gotta, la tubercolosi, alcune malattie intestinali, i fibromi ed altre ancora. Tuttavia c'è da dire che, grazie a degli studi condotti sulla sua composizione, oggi sappiamo che questa pianta contiene però anche delle sostanze tossiche e quindi sarebbe meglio evitarne l'utilizzo a scopi medicinali.

Un effetto benefico che l'Alocasia ha è sicuramente la capacità di migliorare la qualità dell'aria negli ambienti chiusi uccidendo i batteri in essa presenti grazie all'intervento degli olii essenziali presenti nelle sue foglie.

Posted on 20/09/2018 Green Lifestyle

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