Conifere bonsai: piante rustiche, resistenti ed evocative

Conifere bonsai: piante rustiche, resistenti ed evocative

Conifere bonsai: nell’arte bonsai sono tra le preferite per le loro caratteristiche, in particolare per la robustezza, rusticità e per l’aspetto vetusto che la pianta può assumere con il tempo, una particolarità che rende la pianta bonsai ancora più evocativa e ricca di fascino.

Esistono centinaia di specie e varietà di conifere, la maggior parte delle quali sono resistenti e particolarmente adatte per un bonsai da esterno, in grado di sopportare bene ogni condizione climatica, dal freddo invernale al caldo estivo.

Conifere bonsai: le caratteristiche

Le caratteristiche delle conifere bonsai più ricercate riguardano il tronco dall’aspetto articolato, antico, e il fogliame minuto. Ecco perché alcuni tipi di conifere sono perfetti per la pratica bonsai.

In particolare, alcune specie di ginepro e di pino si prestano molto bene allo scopo per la presenza di foglie o aghi di dimensioni già contenute sin da quando la pianta è giovane. Questa caratteristica è particolarmente apprezzata in quanto evita di doversi preoccupare troppo dell’aspetto delle foglie.

Per ottenere un bonsai di conifera ben sviluppato bisogna prestare alla pianta molte attenzioni, in particolare per il tronco, adatto a sviluppare un aspetto antico. Per ottenerlo nel modo migliore spesso viene praticato lo jin, la tecnica di svuotamento e schiarimento di alcuni monconi di rami per simulare un ramo rotto dalle intemperie.

Talvolta viene praticato anche lo shari, lo scortecciamento e schiarimento di una parte del tronco. Queste tecniche si usano molto su alcune conifere dal legno molto chiaro, e sono molto usate per simulare l’avanzare del tempo e dell’età della pianta, che nella sua vita è sottoposta alle intemperie, al gelo, al vento, ai temporali che rompono i rami e feriscono i tronchi.

Bonsai conifere: perché scegliere una conifera nell’arte bonsai

Esistono moltissime specie di conifere, che appartengono a molte diverse famiglie. Da esse, nel tempo, sono derivate migliaia di varietà diverse. Molte specie sono davvero splendide, vigorose, e farne un bonsai può essere una sfida avvincente per contenerne le caratteristiche.

Le conifere sono spesso scelte da chi vuole apprendere l’arte bonsai, anche per conoscere le tecniche di potatura, che sono particolari, e si possono imparare solo con una conifera. Le motivazioni sono tante. Prima di tutto, sono piante robuste, e possono sopportare anche qualche errore. Poi sono anche poco dispendiose, caratteristica importante per evitare possibili arrabbiature in caso di mancato successo.



Conifere bonsai: i ginepri più adatti

Tra le specie più adatte, il ginepro è particolarmente adatto per creare bonsai, così come molte varietà di abete e di larice. Altre conifere molto amate nell’arte bonsai sono i tassi, tsuga e i cipressi. Sono alberi anche molto diversi tra loro, e le loro chiome regalano degli effetti di colore tra i più vari, dal grigio-azzurro fino al giallo-verde. Vediamo i ginepri più apprezzati e ricercati.

Il Ginepro Itoigawa, qui presentato impalcato, è il bonsai per eccellenza tra le conifere giapponesi perché per natura possiede un andamento libero che conferisce sinuosità alla pianta. Il tronco è di colore rossastro, facilmente scortecciabile e flessibile, adatto ad assumere portamenti originali.

Il Ginepro Itoigawa fiorisce quando le piccole bacche diventano di color violaceo intenso. Non necessita di cure particolari, se non alcune premure riguardo la sua collocazione: predilige le posizioni areate, ma teme il caldo estivo già sopra i 25 gradi. D’inverno resiste bene al freddo, ma bisogna fare attenzione che la temperatura non scenda sotto i -5 gradi.

Il terreno deve essere mantenuto umido ma non bagnato, per evitare il marciume radicale. Si può abbondare con le innaffiature in estate, sempre attendendo che il terreno assorba bene l’acqua. La concimazione ideale è ogni due o tre settimane da marzo a settembre, da evitare però durante le settimane estive più calde. La potatura consigliata deve essere netta e priva di sbavature, e per prevenire i parassiti si consiglia di cicatrizzare le ferite con l’apposita pasta cicatrizzante. Così avrete un vero e proprio angolo zen in casa vostra: il Ginepro Itoigawa è molto evocativo.

Il Juniperus chinensis Itoigawa ha un tronco rossastro flessibile e malleabile, si lascia indirizzare facilmente, per questo è molto apprezzato dai bonsaisti, anche per la bellezza della fioritura, che avviene quando le piccole bacche diventano di colore violaceo.

Il Juniperus Itoigawa chinensis è una pianta resistente, ma teme le temperature estreme: sarà bene ripararlo dal gelo invernale e dal caldo estivo. Per questo sarà bene collocarlo in posizione areata. Le innaffiature devono essere regolari, ma attenzione a non effettuarne quando il terreno è ancora bagnato: la pianta teme il marciume radicale. Queste attenzioni basteranno perché la pianta cresca in tutto il suo splendido e poderoso vigore.



Varietà di pini tra le conifere bonsai

Tra tutte le specie adatte per creare conifere bonsai, quella più apprezzata, tipica anche in Giappone, è il Pinus Pentaphylla, un albero dall’aspetto maestoso ed evocativo, che dà vita a bonsai resistenti e longevi, perfetti per un angolo zen meditativo da creare in casa.

Le varietà di pini scelte tra le conifere bonsai, così come abeti, larici e tassi sono tra le conifere le specie più indicate ai bonsaisti più esperti, perché le cure della chioma devono essere costanti, affinché si mantenga compatta. Inoltre, i rami devono essere mantenuti corti e le foglie minute.

Probabilmente per chi si appresta a cimentarsi con una conifera bonsai, le varietà da giardino sono le più adatte. Si tratta di quelle piante che, anche se poste a dimora in piena terra, non darebbero vita ad un alto albero, bensì ad un arbusto a crescita lenta. Il bonsai così ottenuto sarà comunque minuto e piccolo, anche se chi presta le cure non dovesse essere esattamente un esperto. Vediamo i pini più ricercati nell’arte bonsai.

Il Pino Pentaphilla giapponese è sicuramente il più apprezzato tra gli esperti. Si adatta bene a molti stili di coltivazione e si trova tra collezioni private, musei e mostre per la sua vigorosa bellezza. Si presenta con un tronco rugoso, tortuoso, e una chioma piramidale folta e ramificata con aghi di colore verde-azzurro. È una specie longeva, tanto da essere tramandata per generazioni come cimelio in famiglia.

Il Pino Pentaphilla richiede alcune premure particolari. La pianta andrà collocata all’esterno, in luogo riparato. Resiste bene al freddo ma è consigliata una copertura durante le notti di gelo. D’estate invece è consigliabile una posizione a mezz’ombra, in particolare durante le ore più calde. La pianta resiste bene alla siccità, ma nei mesi estivi è consigliabile nebulizzare anche il fogliame per evitare l’ingiallimento. La concimazione è consigliata nel periodo primaverile con del concime apposito per bonsai.



Il Pino Mugo bonsai è l’emblema della forza e della saggezza. Si tratta di una splendida conifera sempreverde e cespugliosa che in natura può crescere fino a 20 metri di altezza. Essendo una pianta tipica di montagna, sopporta bene il clima freddo con neve, pioggia e vento secco.

Il Pino Mugo bonsai è una pianta vigorosa e forte, e le sue caratteristiche si accentuano invecchiando. La corteccia del tronco si apre con fessure che gli conferiscono un aspetto vetusto, vissuto, e la vegetazione si infittisce definendo dei palchi. Le foglie sono aghiformi di colore verde intenso.

Nel primo anno di vita il Pino Mugo bonsai produce pigne che rimangono molto piccole, e impiegano due anni per la maturazione. Il Pino Mugo va posizionato in luogo luminoso e ben soleggiato, riparandolo in estate e soprattutto nebulizzandone il fogliame per contrastare il caldo. Le innaffiature devono essere costanti, ma solo a terreno asciutto, per contrastare il marciume radicale.

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Posted on 01/08/2019 Green Lifestyle

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