Fico d'india dell'Etna

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Nome: Opuntia Ficus indica
Famiglia: Cactaceae
Paese di provenienza: Messico
Diametro del vaso: 12 cm
Altezza da base vaso: 25 cm
Storia e curiosità: Il suo frutto viene da molti considerato un elisir di giovinezza, soprattutto per la cute, grazie alle proprietà antiossidanti che possiede.

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Fico d'india: sapore mediterraneo nella vostra casa!

Considerato una delle piante più tipiche delle regioni mediterranee del nostro Paese, il fico d'India appartiene al genere Opuntia e alla famiglia cactacee. Si dice che sia stata importata in Europa dagli esploratori di Cristoforo Colombo.
È una pianta grassa di tipo 'rustico', dalle sembianze immediatamente riconoscibili grazie alle sue pale, che altro non sono che fusti modificati di forma appiattita e ovaliforme. Sono ricoperte da una cuticola cerosa che funge da barriera contro i predatori.

Il Fico d'India genera degli splendidi fiori di colore giallo, mentre i frutti sono in realtà bacche molto grosse di forma ovale, altamente succose.
In passato venne utilizzato come rimedio contro lo scorbuto.

In nessun'altra parte del Mediterraneo questa pianta si è diffusa come in Sicilia, Sardegna e Malta, tanto che oltre ad essere un elemento caratteristico del paesaggio (dove raggiunge anche 3-4 metri d'altezza), è anche spesso rappresentato nella letteratura e iconografia locale. Scopri assieme a noi di Flob come prendertene cura e coltivarlo al meglio anche in vaso!


Fico d'india: come curarlo per farlo stare sempre bene

Essendo una pianta tipica delle regioni messicane e mediterranee, il fico d'india cresce bene in pieno sole, meglio se al sud. D'inverno sopporta bene temperature fino a 0° C.

Le annaffiature devono essere effettuate una volta al mese nel periodo invernale, mentre una volta alla settimana nel periodo estivo, ogni qualvolta il terriccio si presenti secco. Non tollera i ristagni idrici.

La pianta va concimata ogni 3-4 settimane dalla primavera e fino alla fine dell'estate con fertilizzante liquido per cactacee diluito in acqua di irrigazione. Richiede terreni leggeri, meglio se sabbiosi.

I fichi d'India si possono tenere anche in casa o sul balcone, purché si scelga un luogo luminoso e arieggiato.

Per riempire il vaso è consigliabile utilizzare terreni adatti alle Cactaceae. É importante effettuare dei rinvasi man mano che la pianta procede con lo sviluppo, in modo da consentire una buona espansione dell'apparato radicale.
I vasi devono avere un buon drenaggio perché la pianta soffre il ristagno d'acqua, per lo stesso motivo occorre fare attenzione a non esagerare con la quantità nell'irrigazione. Le piante vanno bagnate almeno una volta a settimana.


Fico d'india: attenzione a come esegui la potatura

La forma di allevamento che solitamente viene data alla pianta è quella del vaso o a cespuglio. La potatura del fico d'india viene effettuata per eliminare le pale (cladodi) deformate o danneggiate e quelle che entrano in contatto tra loro, per favorire un ottimale sviluppo della pianta.
Una buona pratica è quella di effettuare la “scozzolatura” che consiste nell'eliminazione dei fiori e delle pale emesse in primavera, subito dopo la ripresa vegetativa. Lo scopo di questa operazione è di ottenere frutti tardivi in seconda fioritura, comunemente conosciuti come “bastardoni“, che richiedono anche interventi irrigui più frequenti ma che sono più pregiati.


Fico d'india: come prevenire principali malattie e parassiti

Il fico d'India è soggetto ad alcune patologie come il cancro gommoso (Dothiorella spp.) e la ruggine scabbiosa (Phillostictaopuntiae). In questo caso è opportuno rimuovere le pale danneggiate tempestivamente. In caso di ristagni idrici, può andare incontro a marciumi radicali.

Gli insetti che attaccano questa pianta sono principalmente due: la cocciniglia del carmino (Dactylopiuscoccus) contro la quale è efficace utilizzare del sapone di Marsiglia come rimedio casalingo, e la mosca della frutta (Ceratits capitata). Di solito nessun attacco da parte di insetti e nessuna fitopatologia supera la soglia di danno, per questo è considerata una pianta molto resistente e adatta alla coltivazione biologica.


Fico d'india: come si raccolgono i frutti

La raccolta dei frutti del fico d'India si esegue durante l'estate. Avviene a più riprese da agosto a settembre.
Il momento giusto per cogliere si può individuare osservando quando i frutti hanno virato il colore dal verde al rosso, giallo, arancione o bianco (a seconda della varietà coltivata), il colore è indice di una corretta maturazione.

Un problema che molti si pongono è come raccogliere i fichi d'India evitando di pungersi. Dato che la bacca è completamente coperta dalle spine, nelle zone del Sud Italia si è soliti utilizzare un attrezzo costituito da un raccoglitore metallico agganciato ad un bastone in legno, per raggiungere il frutto senza doverlo prendere in mano. Una volta afferrato il frutto con il contenitore, questo viene delicatamente rimosso dalla pianta e adagiato all'interno di cassette in legno o cesti.

Feedaty Reviews (4)

La pianta è molto bella, ma alcuni frutti si erano staccati durante il viaggio.

Il mio cactus fa un figurone! Davvero bello!

il fico era un pò "acciaccato" e senza un braccio...

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