Palma nana

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Nome: Chamaerops humilis
Famiglia: Arecaceae
Paese di provenienza: Bacino del Mediterraneo
Diametro vaso: 16 cm
Altezza da base vaso: 50 cm
Storia e curiosità: Detta anche "Palma di S. Pietro" o Lewistonia, le sue foglie nascono unite in un'unica superficie e si sfrangiano poi con la crescita.

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Palma nana, la pianta a cui Goethe dedicò un saggio

La pianta di Palma nana è un arbusto il cui nome latino di Chamaerops Humilis deriva in realtà dal greco chamái, "a terra", e rhops, "cespuglio". Letteralmente significherebbe "palma gettata a terra" perché si tratta di una specie con le sembianze di una vera e propria palma, ma con crescita limitata. Proprio a causa della sua indole arbustiva in natura difatti raggiunge altezze massime attorno ai 2 metri, decisamente inferiore a quella delle classiche palme che siamo abituati a vedere ai lati delle strade di molte città del bacino Mediterraneo. Se coltivata in appartamento, la sua altezza si limita ulteriormente.
Si tratta di una pianta ornamentale sempreverde apprezzata per le sue larghe foglie eleganti ed espanse e per il suo tronco molto decorativo.
Scopri con noi tutte le sue caratteristiche e come prendertene cura nel modo corretto.


Come ci si prende cura della palma nana?

La palma nana si presenta con diversi fusti (che solo nella pianta adulta si presentano bruni con residui fibrosi/squamosi) all'estremità dei quali si stagliano foglie lucide, molto appuntite e di un vivace verde chiaro.

Un'altra curiosità su questa pianta da appartamento è che le foglie nascono unite in un'unica superficie e si sfrangiano poi con la crescita.

Le cure da fornire a questa pianta di palmetta nana non sono difficoltose: ama i luoghi luminosi e resiste bene anche ad alte temperature, tant'è che nel Sud Italia la si trova spesso nelle zone costiere.
Cresce bene in un substrato composto da terriccio universale mixato con sabbia e argilla e leggermente acido.
Va innaffiata con regolarità (ogni 3-4 giorni), senza mai esagerare con l'acqua e solo se il terriccio si presenta asciutto.
Va concimata una volta al mese dalla primavera all'autunno, meglio se con concime per piante verdi.
Predilige i luoghi luminosi e soleggiati con temperature ottimali comprese tra 22 e 30 °C.

I fiori della Chamaerops Humilis sono riuniti in vistose e pendule infiorescenze a pannocchia visibili alla base delle foglie. Ciascuna infiorescenza è formata da piccoli fiori di colore giallo-verdognoli, unisessuali o ermafroditi, generalmente su piante distinte.
I frutti sono delle bacche ovoidali e carnose di colore giallo oro in piena maturazione.


Palma nana in vaso: l'importanza del rinvaso

Il rinvaso della Chamaerops Humilis si effettua quando le radici hanno occupato tutto lo spazio a disposizione e fuoriescono dai fori di drenaggio dell'acqua di sgrondo. Quando il vaso è di grandi dimensioni basta rimuovere del terriccio (2-5 centimetri) vecchio e sostituirlo con altrettanto terriccio fresco.
La palma nana, come tutte le altre specie di palme, non richiede interventi di potatura. Si asportano solo le foglie secche, recidendole con cesoie ben affilate e disinfettate dal punto in cui partono dal fusto.
Per le foglie che presentano solo gli apici secchi sarà sufficiente eliminare solo le punte per non compromettere l'estetica della pianta.


Palma nana: malattie, parassiti e trattamenti

La palma nana è una pianta rustica e longeva che generalmente non viene attaccata dai comuni parassiti animali come gli afidi e le cocciniglie.
Talvolta viene attaccata dalla mosca bianca che forma depositi biancastri lungo i peduncoli fogliari. Resiste anche alle malattie fungine come l'oidio o mal bianco e la ruggine.

La palmetta nana va trattata con antiparassitari o antifungini solo in caso di eccessiva umidità ambientale.

Per quanto riguarda le cure si consiglia di pacciamare la base della pianta con pietrisco grossolano per limitare la perdita di acqua e per proteggerla dal freddo dell'inverno.


Curiosità sulla palmetta nana

In Italia è detta anche "Palma di San Pietro" e possiede anche altri nomi come Lewistonia.
Sembra che la sua origine risalga al Cretaceo e in natura è molto importante la sua presenza in quanto con le sue radici contrasta l'erosione delle rocce.
Nell'orto botanico di Padova è presente una Chamaerops Humilis piantata nel 1585, conosciuta come "Palma di Goethe": lo scrittore, durante un suo viaggio in Italia, ne restò ammaliato e al punto da dedicarle un saggio.

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