Echeveria

L’ Echeveria è una pianta succulenta originaria dell’America meridionale, più precisamente del Messico, che comprende ben 150 varietà di specie. Le foglie della echeveria sono carnose, e così compatte da formare piccole rosette.

Il loro diametro può variare dai 7 ai 10 cm. Anche la forma delle foglie differisce da specie in specie: può essere ovale e allungata o triangolare, con il bordo ondulato o sfrangiato.  La caratteristica di queste foglie è che sono ricoperte da una peluria, la quale conferisce alle foglie un colore opaco. Quest’ultimo può variare dal verde al grigio fino ad arrivare a diverse tonalità del rosa;
Questa pianta è arrivata in Europa da circa 300 anni, me la diffusione è stata rapidissima, non solo per la sua bellezza, ma anche perché si tratta di una pianta davvero facile da coltivare e curare.
Recentemente, sono stati creati molti ibridi di echeveria, dai colori e dalle forme più svariate, tuttavia le specie più comuni sono le seguenti:

Echeveria affinis

L’echeveria affinis è caratterizzata da foglie a punta carnose e spesse ricoperte da una sostanza cerosa.
Il diametro delle rosette può misurare fino a 10 cm di diametro e le foglie sono verdi, che tendono a diventare più scure se direttamente esposte alla luce solare. I fiori suono rossi su lunghi steli.
Questo tipo di pianta è adatta alla coltivazione in vaso o in fioriera.

Echeveria agavoides (o rossa)

Un’atra varietà che può essere coltivata in vaso è l’echeveria rossa.
Le foglie, a forma di triangolo, formano rosette abbastanza grandi con un diametro di 15 cm.
Il colore delle foglie è verde mela. Caratteristica dell’echeveria rossa è che le punte delle foglie diventano rosse quando sono esposte al sole.
Anche i fiori, che iniziano a spuntare a inizio estate, sono rossi con le estremità gialle.

Echeveria elegans

Le foglie spesse e carnose dell’Elegans, compongono rosette di circa 10 cm di diametro con fusti quasi assenti.
Le foglie di queste piante, che possono raggiungere i 30 cm di altezza, sono verdi chiare ricoperte da una pruina di colore bianco argentea, la quale funge da protezione. I fiori possono essere rosa o gialli.
Particolarità di questa pianta è che non tollera il freddo.

Echeveria lilacina e Echeveria pulvinatar

Altri due tipi di Echeveria molto comuni,  adatte per essere coltivate all’interno di giardini rocciosi, sono l’Echeveria liacina e l’Echeveria pulvinata.
Le foglie della Liacina sono verdi ricoperte da una pruina grigio argentea e il colore dei fiori spazia dalle tonalità del rosa al quelle dell’arancio, mentre le foglie dell’Echeveria pulvinata sono verdi, con le estremità che diventano rosse in inverno. I fiori sono rossi o arancione

Coltivazione

Come abbiamo già anticipato l’echeveria è molto apprezzata per la facilità di coltivazione. La maggior parte delle specie possono essere tranquillamente coltivate sia in vaso che in fioriera.
Quello che va tenuto in considerazioni è che alcune tipologie non sopportano il freddo, dunque è bene tenerle riparate durante l’inverno per evitare gelate notturne.
In particolare la temperatura minima non deve scendere sotto i 7 °C mentre quella massima non dovrebbe superare i 27 °C . La temperatura ideale è di 21 °C.
Alcune specie di echeveria si adattano molto bene anche a terreni rocciosi, inaccessibili ad altri tipi di piante e arbusti

Esposizione

L’echeveria predilige posizione luminose, ma apprezza anche quelle in semi-ombra.
Per quanto riguarda l’esposizione al sole, non vi sono particolari controindicazioni.  L’unico consiglio è quello che se la pianta è stata tenuta al chiuso durante l’inverno, in primavera è opportuno iniziare ad esporla gradualmente alla luce solare diretta, al fine di evitare scottature.

Irrigazione

L’echeveria è una pianta che non richiede innaffiature troppo frequenti.
Le innaffiature non servono troppo di frequente, meglio sentire il terreno e non esagerare perché marciscono più che soffrire la siccità. Non eccedere con l'acqua ed evitare che il terreno rimanga inzuppato.
Durante la fioritura è opportuno annaffiare 1 o 2 volte a settimana, mentre negli altri periodi se il terreno risulta troppo asciutto basta innaffiare 1 o 2 volte al mese;
Se la pianta viene coltivata all’aperto, invece, generalmente si accontenta della sola acqua piovana.
Durante l’irrigazione si deve prestare attenzione a non bagnare le foglie, e soprattutto è importante che l'acqua non ristagni sulle foglie poiché potrebbe danneggiare la pianta causando la perdita della sostanza cerosa o addirittura la morte.
Per evitare che la pianta marcisca, bisogna evitare anche di lasciare l’acqua stagnante nel sottovaso.

Terreno

Se coltivata in vaso o in fioriera, l’echeveria predilige terreni ben drenati, leggeri e sabbiosi. Il consiglio è quello di utilizzare un terriccio universale con aggiunta di sabbia grossolana o perlite.
Il giardino roccioso è invece l’habitat ideale se si vuole coltivare l’echevera in piena terra
Il periodo migliore per concimare l’echeveria è durante il periodo vegetativo. È consigliabile utilizzare un concime per piante succulente circa ogni 20 giorni

Echeveria malata: ecco alcuni segnali

Seppur molto semplice da coltivare e sebbene non richieda particolari cura talvolta può succedere che l’echeveria ci mandi dei segnali che qualcosa non va.
Può capitare ad esempio che durante l’estate, he le foglie perdano il loro colore acceso, in questo caso la pianta ci sta chiedendo ulteriore acqua.
Al contrario, se le foglie diventano molli e il fusto perde forza e compattezza, significa che la pianta sta marcendo a causa di un’eccessiva irrigazione.
Un altro segnale che ci avverte che c’è qualcosa che non va è la comparsa di macchie sulla parte inferiore delle foglie. Generalmente questo tipo di macchie sono causate dall’attacco di un particolare parassita: la cocciniglia cotonosa.
Le rosette dell’echevreria rappresentano infatti un nascondiglio perfetto per le cocciniglie.
Per eliminare questi parassiti si può utilizzare un pennello a punta sottile intinto in alcool denaturato, il quale va applicato direttamente sugli insetti.

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